Comunicati : Heliski ed altro: riflessioni della Focolaccia Scialpinismo
Inviato da lorenzo il 13/1/2010 11:50:17 (256 letture)
- La Focolaccia, come tanti sanno, è un’associazione formata da appassionati di scialpinismo iscritti al Club Alpino Italiano, legata organicamente alla Sezione di Lucca del CAI (i soci Focolaccia, tuttavia, possono essere iscritti ad una qualsiasi altra sezione CAI, ed effettivamente sono rappresentate circa 30 sezioni).
- Pensiamo che si saprà anche che la nostra associazione è nata propriamente da una matrice ecologista, negli anni settanta del 1900, per iniziativa di un gruppo di persone animate, oltre che dalla passione per lo scialpinismo, anche dal desiderio di concretizzare il proprio impegno a favore della tutela ambientale.
- Questo spirito, rimasto vivo nel tempo, si è sviluppato e maturato in parallelo con l’evolversi dei costumi e delle proposte di “sviluppo” offerte dalla società moderna.
- Il che significa, nei fatti, che le sensibilità e le analisi critiche, all’interno dell’associazione, si sono progressivamente affinate in direzione di una responsabile ricerca e messa a punto di stili di vita e comportamenti personali, e di gruppo, sempre più improntati a senso di responsabilità e ad una costante verifica di compatibilità ambientale.
- A ciò si aggiunga che il Club Alpino Italiano, a cui aderiamo e di cui condividiamo la “missione”, ha fra i suoi obiettivi istituzionali, fra l’altro, la tutela dell’ambiente montano e delle sue peculiarità geologiche e floro-faunistiche, nel rispetto, comunque, delle persone e dei popoli che in esso vivono e lavorano.
- Da queste premesse, penso che emerga abbastanza chiaramente che la nostra posizione non può che essere frutto d’accurate riflessioni, le quali non trascurano anche le sensibilità, le esigenze e le attese d’altri soggetti al di fuori del nostro ambito, che a qualsiasi titolo siano “portatori di legittimi interessi”, sorgenti in conseguenza di un loro rapporto, di qualsiasi natura, con la montagna e il suo ambiente.
- Oltre a ciò il Club Arc Alpine (CAA), che riunisce i Club Nazionali di tutto l’arco alpino, ha nel tempo elaborato una posizione, frutto di sintesi degli orientamenti nazionali, riguardo, appunto, ai comportamenti auspicabili e a quelli deprecabili, di tutti i soggetti “portatori d’interessi” in montagna (abitanti, frequentatori, operatori a vario titolo, ecc).
- Fra i tanti suggerimenti e norme comportamentali, che promanano dalle fonti rappresentate in precedenza (certe messe "nero su bianco" e proposte agli associati perchè le rispettino, altre semplicemente maturate nel corso del tempo come bagaglio etico d’ogni socio), ve ne sono talune che invitano ad un “utilizzo responsabile” di tutti i mezzi meccanici di locomozione (elicotteri, motoslitte, moto, ecc).
- Il significato di “utilizzo responsabile” presuppone necessariamente il confronto fra “l’interesse” di un singolo soggetto, o di un raggruppamento di soggetti, e “l’interesse generale” inteso in senso, ormai ineludibilmente, globale, anche economico, ma prettamente inerente alla qualità della vita di tutti; con tutte le implicazioni che una simile proposizione può comportare: un determinato mezzo usato con cautela per fini esplorativi, di studio, di ricerca, ecc, può contribuire alla tutela “dell’interesse generale”, usato disinvoltamente per scopi ludici e di svago di una o poche persone, può danneggiare “l’interesse generale”.
- Pare a noi, allora, che la pratica di un’attività di “Heliski” nella zona del Monte Cimone, lungi, a nostro meditato giudizio, dal produrre benefici di un qualche rilievo a favore della collettività (intesa anche in senso locale), sia pure anche soltanto nelle sue ricadute economiche di “filiera”, non farebbe altro che compromettere ulteriormente il fragile equilibrio di un’area già fortemente condizionata dall’azione dell’uomo.
- Anzi, sempre a nostro modesto avviso, sarebbe auspicabile un’opera di contenimento e riduzione, delle più evidenti tracce dell’attività umana, da coniugare parallelamente con un’azione di stimolo alla riscoperta d’aspetti e valori della “naturalità”.
- Un’azione del genere dovrebbe coinvolgere i praticanti delle attività sportive e di svago in ambiente naturale, in un itinerario di riscoperta d’aspetti dimenticati del rapporto fra l’uomo e l’ambiente in tutte le sue manifestazioni.
- Pertanto, invece che all’Heliski, tutti i “portatori d’interessi”, privati e/o pubblici, dovrebbero impegnarsi proprio per mettere in campo azioni e attività atte a promuovere la conciliazione fra “interesse soggettivo”, “interesse locale” e “interesse generale”.
- Ci sono, in giro per il mondo, esempi illustri in questa direzione, dove scelte lungimiranti, oltre a portare ampi benefici ad una singola comunità, hanno prodotto, e producono, manifeste ricadute fruttuose per tutto il globo terrestre, prima fra tutte: la riduzione d’emissioni d’anidride carbonica.
- Rivolgiamo, pertanto, un appello accorato affinché si diffonda in tutti la consapevolezza di quanto bisogno ci sia di salvaguardare i delicati equilibri ambientali dalle conseguenze delle azioni dell’uomo, cominciando con il limitare od escludere quelle di più forte impatto.
- Il Consiglio Direttivo della Focolaccia Scialpinismo
- Lucca, 28/12/2009
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