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Comunicati : USO delle radio

Inviato da paoloandrea il 8/3/2009 16:05:01 (559 letture)

NORME DI PROCEDURA PER TRASMISSIONI RICETRASMITTENTI
Ovvero
Come cercare di parlare in maniera comprensibile con un apparecchio ricetrasmittente.
 
 
Alcune osservazioni:
-         le conversazioni radio non sono “private”, chiunque si trovi a ricevere o trasmettere su una certa frequenza ascolta e può intervenire in quello che altri dicono;
-         gli apparecchi consumano di più a trasmettere che a ricevere, per cui messaggi brevi e chiari;
-         tutti gli apparecchi, anche i più perfezionati o potenti hanno dei limiti fisici nella trasmissione, non pretendiamo di avere un ascolto buono o ottimo in mezzo ad un bosco o da una valle ad un’altra o con antenne “oscurate”;
-         il freddo, il vento, il fiatone influiscono negativamente nella qualità del messaggio; il freddo perché fa diminuire la potenza delle batterie, il vento perché porta via le parole e crea un fruscio fastidioso nel microfono, il fiatone ci fa sembrare tutti degli asmatici….
-         La radio non è un telefono!
-         Parlare lentamente, scandendo le parole, assincerarsi che l’altro abbia compreso cosa volevamo comunicare.
 
 
 
In Focolaccia abbiamo deciso di utilizzare la frequenza PMR 466 (Personal Mobile Radio 466) P8.08, ovvero P8 con CTCSS 08. Se tale frequenza dovesse essere occupata da altri gruppi si passa, con apposita procedura, alla frequenza P7.08 o P6.08.[1]
 
 
 
LESSICO di BASE:
 
Chiamata: da Pinco a Pallino: Pallino, Pallino da Pinco (attesa, circa 3’’) si ripete: Pallino, Pallino da Pinco.
Risposta: Qui Pallino, avanti Pinco.
 
Conversazione alternando trasmissione/ricezione: non si può parlare in contemporanea.
Quando la conversazione è terminata si dice: Chiudo, per permettere ad altri di inserirsi o di iniziare un’altra conversazione con uno dei due.
 
Per dire che non si è capito o che il messaggio non è stato recepito correttamente si dice:
     Negativo, Negativo, Ripetere;
Per dire che si è capito o che il messaggio è stato recepito correttamente, si dice:
                 Affermativo, Affermativo.
 
I segni di domanda, o esclamazione si pronunciano, es.: “Hai capito?” con tono piatto “Hai capito, interrogativo”; risposta: “Sì!”, “Sì, affermativo”.
 
Se ci sono casi di omonomia chiarire con chi si vuole parlare. Es.: Beppe, Beppe da Beppe (sarebbe meglio, ad es.: Puddu, Puddu da Beppe).


[1] In genere si dice: Chiamata generale, chiamata generale, si passa a e si dice la nuova frequenza. I riceventi, dopo aver modificato la frequenza sul proprio apparecchio, chiamano a turno chi ha richiesto il cambio di frequenza e dicono: Qui tizio, affermativo. Qui caio, affermativo. E così via. Chi richiede il cambio di frequenza dovrebbe essere il “capo gita” o chi ha più dimestichezza con le trasmissioni radio o viene individuato dal gruppo ad inizio gita.

 
 
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