Relazione di Lorenzo Martinelli all'Assemblea

Assemblea ordinaria del 24 novembre 2011 Relazione morale del presidente. Cari Soci della Focolaccia Scialpinismo, quest’anno non intendo dilungarmi troppo sulle varie attività messe in calendario, secondo un protocollo ormai collaudato e svoltesi, generalmente, con esito positivo anche compatibilmente con le condizioni meteo climatiche del momento e del numero e profilo dei partecipanti. Nel complesso, nonostante le bizzarre condizioni climatiche che hanno caratterizzato la stagione passata, è stato possibile per tutti i Soci svolgere un’accettabile attività sia di gruppo che individuale. Come attività di gruppo merita una citazione particolare il Gitone nel gruppo del M.Rosa, organizzato magistralmente da Beppe, che ha visto una numerosa partecipazione, bel tempo e l’ascensione di varie cime della zona. Il numero di soci è leggermente diminuito ma, come sappiamo, questo è un dato normalmente fluttuante che, in ogni caso, rimane attestato su numeri certamente importanti. Sugli aspetti economici e di bilancio rimando alla relazione del Tesoriere. Come, sicuramente, ormai tutti voi dovreste sapere, quest’anno cadeva il 40° di fondazione della FOCOLACCIA, nata il 28 ottobre 1971 ad opera dei seguenti Soci Fondatori: Fabio Boschi, Aulo Avanzinelli, Antonio Avanzinelli, Antonio Benedetto, Leandro Carrara, Serafino Cerri, Roberto Cerri, Roberto Chifenti, Dino Ciuffi, Luciano Fanucchi, Marileno Dianda, Claudio Mei, Paolo Pellicci, Paolo Pergola. Nel tempo l’associazione ha diversificato la propria attività dando origine a due Gruppi, la Focolaccia Fondo e la Focolaccia Scialpinismo, che per ragioni logistiche e gestionali ha imposto la creazione di due Associazioni, l’una aderente alla FISI e l’altra aderente al CAI, entrambe, comunque, rimaste fortemente legate alle comuni radici e alla storica attività dei primi anni. Si è deciso, pertanto, di festeggiare insieme mettendo in cantiere più iniziative che si concluderanno con l’incontro di Sabato 26 novembre 2011, alle ore 17.00 nella Sala M.Tobino del Palazzo Ducale di Lucca. Sarà realizzato anche un DVD, contenente interviste, foto storiche e foto recenti, da distribuire ai Soci e agli Amici. Negli intensi contatti che si sono avuti fra le due Associazioni, in quest’occasione, ha preso corpo l’idea di rinverdire, anche formalmente, i legami fra le consorelle e a questo proposito ci siamo scambiati reciproche promesse di studiare alcune iniziative comuni da sanzionare anche formalmente. Ci credo molto; anche perchè ritengo che da ciò possano scaturire indubbi reciproci vantaggi. Uno, per esempio, può essere rappresentato dalla migrazione di Soci da un’attività all’altra, come prassi normale e facilitata. Riguardo all’utilizzo della maling list, argomento venuto all’ordine del giorno questa primavera, sui cui sviluppi, a suo tempo, è stata data ampia informazione ai Soci,abbiamo deciso che fosse portato anche all’attenzione dell’assemblea per esaminare un modello di regolamentazione formale redatto dal Direttivo. A me preme più che altro esporvi, invece, alcuni suggerimenti di riforma del nostro Statuto, che rappresentano il frutto di una lunga riflessione personale (ma non solo), innescata a seguito del dibattito, molto dialettico, scaturito dall’episodio citato sopra. Questi suggerimenti, naturalmente, non saranno oggetto di decisione assembleare, in quanto, per il momento, rappresentano soltanto una mia personale esternazione, tesa soltanto a provocare una riflessione, dalla quale il futuro Consiglio Direttivo possa prendere spunto per proporre, se lo riterrà opportuno, delle modifiche statutarie ad una futura Assemblea dei Soci. Un problema comune un po’ a tutte le associazioni attiene la scarsa propensione delle nuove leve ad assumere incarichi di governo nelle medesime. Difficile dar loro torto dal momento che si tratta indubbiamente dell’aspetto meno gradevole e remunerativo di quello che è l’oggetto associativo. Tuttavia, trattandosi di un servizio essenziale, è necessario creare le condizioni affinché cresca la consapevolezza dell’ineludibilità di certi impegni, anche prevedendo organismi e modalità di “governo” che favoriscano percorsi formativi e di training. In considerazione di ciò proporrei di cominciare a pensare ad alcune riforme. Una sarebbe quella di aumentare il numero dei membri del CD e di far eleggere il Presidente da parte del CD al proprio interno (mi parrebbe, così, l’espressione di una scelta più meditata, più responsabile e spronante ad una più marcata collegialità nel governo dell’associazione). Il numero dei Consiglieri, per esempio, potrebbe essere portato a 7 (sette), con la facoltà, se necessario, di individuare il Tesoriere e il Segretario al di fuori del Consiglio, con il ruolo di fiduciari tecnici. Per tutti porterei la durata del mandato elettivo a 3 (tre) anni: sia per marcare più nettamente la serietà dell'impegno, sia per conferire alla compagine una maggiore stabilità organizzativa. Prevedendo anche una norma che nel caso di cessazione dall’incarico, per qualsiasi motivo, di uno o più degli "eletti", si faccia ricorso ad apposita elezione per reintegrare i posti vacanti. Il mio, per il momento, è un suggerimento abbastanza sommario che varrebbe la pena, a mio giudizio, di essere approfondito ed eventualmente integrato. Lavoro per il futuro. Termino salutando e ringraziando i membri del Direttivo, il Tesoriere, il Segretario e, con particolare gratitudine, tutti coloro che mi hanno assistito e sostenuto nello svolgimento dell’incarico affidatomi, oltre, naturalmente, tutti i Soci. A tutti auguri di Buona Montagna a tanta neve. Lorenzo Martinelli