La Carcaraia che non ti aspetti e che non delude mai

Data effettuazione gita: 
09/01/2018
Località di partenza: 
Strada per cave Carcaraia
Difficoltà: 
BSA

Finora le Apuane non erano mai sembrate in condizione: prima poca neve poi troppo freddo, alternanza di neve e vento, poi rialzi termici con ghiaccio e versanti spogli, infine pioggia fino a quote elevate. Stamani con Roberto Maggi e Jeanclaude Pucci ci incontriamo a Castelnuovo Garfagnana con l'idea di andare verso il passo di Pradarena. Alle 8 però la situazione appenninica non sembra promettere niente di buono: tutto il crinale toscoemiliano è avvolto in una nuvolaglia spessa e grigia fino a quote elevate. Le apuane invece sembrano in condizioni migliori: per la neve non si sa ma per il meteo sembra di si. C'è da decidere: alpi apue o pennine ? la voglia di asperità e la curiosità ci fanno optare per le apuane e per non rischiare un buco nell'acqua decidiamo di provare la Carcaraia dove, quando la situazione sembra disperata come adesso, un po' di neve si trova sempre.

Imboccata la strada per le cave Focolaccia e Carcaraia, col fuoristrada di JC, superiamo la galleria e fin lì neve zero. Alla cava Campaccio troviamo le prime placche ghiacciate. Con le ridotte superiamo il primo  tornante ma subito dopo dobbiamo fermarci perché la strada sale decisa ed è coperta da una lastra neve ghiacciata. Siamo a quota 1090mt. Preparati gli attrezzi partiamo sci ai piedi pochi metri dopo l'auto. Salendo il ghiaccio lascia l posto alla granita indurita dalle basse temeprature notturne e da un vento fresco, ma la strada salendo è sempre più coperta e senza interruzioni .... buon segno.  In cielo nubi sbuffanti alternate ad ampi squarci di sereno lasciano intravedere la SE del Pisanino in buone condizioni di copertura. Al bivio per cava Carcaraia prendiamo a dx in direzione del rio Vendagio (o del passo Focolaccia). Poco dopo lo sguardo si apre sulla intera Carcaraia e sulla vetta della Tambura. Con nostra enorme e inaspettata soddisfazione si gode la vista di una copertura totale, compatta e senza incertezze. Solo qualche blocco di marmo di troppo sporge dalla neve nel ravaneto sotto passo Focolaccia, ma niente di grave per lo sci .... a parte il disastro ambientale :-( 

Sempre sci ai piedi puntiamo dritti verso il ravaneto del passo Focolaccia e con qualche facile zig-zag ci portiamo in quota verso sx dove i blocchi di marmo non disturbano più. Man mano che si sale si trova neve più dura (ancora granita indurita) sui versanti dove il sole lavora meno, però si continua a salire con le sole pelli. Sui pendii alti sotto la cresta Roberto, che sale con le pelli applicate ad una splitboard di sua costruzione, mette i rampant. Io lo seguo poco dopo. Giunti in cresta presso il monte Crispo ci affacciamo sul versante marittimo molto molto spoglio. Pensavo di scendere il canale dello Zucco Nero verso Resceto ma non c'è neve sufficiente nemmeno nei primi metri del canale. Si continua sci in spalla verso la vetta . Il vento non è cessato ma non è troppo fastidioso né freddo, però frequenti sbuffi di nubi ci chiudono la vista della Carcaraia. La neve che a nord, sui pendii alti, era piuttosto dura qui in cresta alterna tratti induriti a tratti sfondoni. Senza i ramponi si raggiunge la vetta (1890mt). 

Preparazione veloce alla discesa e appena la visibilità migliora JC si fionda saltellando verso la Carcaraia giù per il ripido canalino SE. Sotto cresta neve dura (crostone di granita) ma di buona tenuta di spigolo. Chi in un modo e chi nell'altro, ma tutti con gli attrezzi ai piedi, ci portiamo su terreno meno ripido. Man mano che si scende la visibilità migliora e sempre su neve dura ci dirigiamo verso i pendii sotto la sella di Roccandagia. L'idea è di aggirare il bosco sopra la cava Carcaraia e di puntare ai  pendii sotto il Grondalpo per andare a prendere uno stretto e dritto canale che dal Grondalpo scende in direzione OSO direttamente nel piazzale di cava Carcaraia. Scendendo la neve si fa più morbida e a tratti sfondona. La copertura è sempre ottima, solo c'è da stare attenti ad evitare risalti rocciosi. Sotto la Roccandagia neve trasformata leggermente pesante ma su fondo compatto. Arriviamo a prendere il canale OSO a quota 1420. La pendenza è costante e mai sotto i 45 gradi. Però, anche se molto stretto,  al centro del canale si trova neve trasformata. Il canale finisce dritto come una fucilata sul piazzale di cava e in basso si allarga e si addolcisce. La discesa dei primi 100 metri è impegnativa ma goduriosa, poi la neve si fa più pesante ma ben sciabile. Al piazzale di cava sosta per lo spuntino e poi  riprendiamo la strada di cava per raggiungere l'auto sempre sci ai piedi.

Bilancio della scappatella apuana: grandi condizioni rispetto alle aspettative fosche e magre. La Carcaraia regala sempre bellissime gite e non tradisce (quasi) mai. Oggi è stata molto generosa e ha premiato la fiducia e il coraggio con cui la siamo andati a cercare: copertura totale, neve più che sufficiente, pericolo valanghe pressoché zero, rischio ghiaccio non elevato ma da stare bene all'occhio sui pendii alti più ripidi ... né sa qualcosa un mio rampant che ha pensato bene di sfilarsi al sommo di un mammellone e di sparire alla vista saltellando allegramente tra infinite gobbe e doline. Ma queste sono le Apuane e chi vuole godersele non può pensare di farlo come fosse una spensierata passeggiata in montagna.

 
Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
0.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
0.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
0m
Quota di partenza: 
0m
Quota di arrivo: 
0m
Quota minima raggiunta: 
0m
Quota massima raggiunta: 
0m