Corno alle Scale: Cresta dei Balzi dell'Ora e Canale Zero

Data effettuazione gita: 
14/03/2018
Località di partenza: 
Piazzale del Cavone
Difficoltà: 
Sci ripido

Per mercoledì le previsioni in montagna non erano buone. Il giorno avanti, nell'organizzare l'uscita e studiando l'evoluzione meteo, sembrava che la zona del Corno alle Scale fosse a minor rischio e quindi abbiamo deciso di spendere lì la nostra giornata libera. Con Jeanclaude P. Andrea B. e Federico L. ci troviamo alle 6.30  al solito bar di Sillla. L'orario ci costringe tutti ad una levataccia da sonnambuli ma in programma c'è l'esplorazione di una linea nuova sulla parete est del Corno e a causa delle temperature elevate e della neve appesantita dalle recenti piogge, preferiamo alzarci prestissimo piuttosto che trovarci durante la giornata esposti al rischio di scariche, rischio non tanto remoto dal momento che la parete è in pieno sole dall'alba al primo pomeriggio.

Da Silla la parete Est del Corno appare in ottimo stato e non "sembra" neanche devastata da valanghe, quindi procediamo col nostro programma: dal Cavone raggiungere la Piana del Cavone,  risalire verso la cresta NNE dei Balzi dell'Ora per osservare la parete da quel versante e valutare il da farsi. Ancora in auto, prima di arrivare al parcheggio del Cavone, un primo brutto segnale: sul versante SE dello Spigolino, non lontano dalle piste, si notano due grossi distacchi di fondo. Parcheggiata l'auto al piazzale del Cavone quasi deserto, verso le 7,30 partiamo sci ai piedi su fondo duro diretti alla Piana del Cavone e poi di lì ai Balzi dell'Ora.

Costeggiando il torrente notiamo gli imponenti pacchi di neve che lo costeggiano: almeno due metri di spessore. Giunti alla Piana del Cavone una seconda brutta sorpresa: un grosso smottamento di fondo alla base del primo canale dei Balzi del'Ora su un pendio non ripido che ha lo stesso orientamento della parete Est. Il manto, per un'area piuttosto estesa, è slittato in basso sul fondo erboso lasciando dietro di sé una crepa larga e profonda. Oggi le temperature sono un po' abbassate rispetto ai giorni scorsi e questo fa ben sperare però i fenomeni valanghivi già osservati cominciamo a far traballare il nostro programma. 

Su fondo duro coperto da uno straterello vellutato ci dirigiamo verso il crinale NNE dei Balzi dell'Ora. Negli ultimi metri per il fondo duro ghiacciato siamo costretti a proseguire sci in spalla, con ramponi e due picche. Arrivati in cresta cominciamo a salire verso Punta Sofia sul crinale ghiacciato (sentiero attrezato 129) a cavallo tra la conca del Cavone e la valle del Segavecchia. La giornata è splendida, la temperatura ottimale, il vento quasi nullo, davanti a noi l'erta cresta NNE dei Balzi dell'Ora, alla nostra sx il canalone dei Bolognesi e i costoni della parete Est del Corno: tutto magnifico ed esaltante, senonché guardando attentamente si notano diversi segni che la situazione neve non è per nulla tranquillizzante. Sui versanti Sud, SE e SO, alle quote comprese tra 1400 e 1800, quasi ovunque crepe, smottamenti e valanghe di fondo. Più ci innalziamo e più ne notiamo. Proprio sotto di noi, circa 150mt di metri più in basso, un paginone Est è scivolato in basso provocando uno smottamento impressionanate. Senza neanche bisogno di discuterne abbiamo già implicitamente richiuso nel cassetto il nostro progetto iniziale. Senza un programma definito continuiamo a salire verso la croce di Punta Sofia col solo obiettivo di godersi questa magnifica cavalcata circondati da ambienti mozzafiato.

L'uscita in vetta di Punta Sofia richiede un po' di lavoro di picche per aprire il passaggio in una cornice di neve farinosa. Sotto la croce metallica (scossa da continue scariche di ghiaccio) traccheggiamo tra spuntini, mali di pancia, esplorazioni per future imprese e proposte per il prosieguo della giornata. Alla fine la decisone è presa: Jeanclaude ed Andrea proveranno una linea di discesa nuova, molto hard (in tutti i sensi) e  probabilmente mai percorsa prima: la discesa sci ai piedi dalla croce metallica lungo la cresta dei Balzi del'Ora, ovvero scendere la via appena salita coi rampoini. Per me oggi questa discesa non è nemmeno pensabile vista la durezza del fondo. Jeanclaude e Andrea che salendo l'hanno osservata e tastata bene la valutano alla loro portata. Io scenderò per il canale Nord di Punta Sofia e ci ritroveremo nella piana del Cavone. Federico all'inizio è indeciso, ci pensa un po', è tentato ... ma poi, avendo oggi la gamba un po' fiacca per i postumi di una influenza, decide per la discesa meno hard e si unisce a me.

Prima di scendere verso il canale Nord io e Federico osserviamo Jeanclaude e Andrea impegnati sulla gobba di attacco. Lo stridore delle loro lamine sul pendio ripido (molto ripido !) fa aggrovigliare le budella e così ci convinciamo di aver fatto la scelta giusta. Dopo qualche curva i due temerari spariscono dietro la gobba e noi ci avviamo verso il canale Nord. Purtroppo il nostro canale non permette di seguire la discesa degli altri due. Anche il nostro canale ha un ingresso ripido con neve dura per cui teniamo ancora i ramponi per scendere il muro di attacco (60°). Dove le pendenze si addolciscono (50-45°) anche il fondo comincia ad ammorbidirsi. Al primo roccione calziamo gli sci. La neve è sciabile ma feltrosa e a tratti il fondo è un po' scabroso per vecchie valanghe. Però nel complesso bella discesa. Alla piana del Cavone ci ricongiungiamo con Andrea e Jeanclaude che hanno portato  a termine un'impresa che date le condizioni direi quasi estrema: sono riusciti a scendere lungo la cresta dei Balzi passando anche dove questo ha le pendenze più impegnative (cavo di acciaio) e a pochi metri dal baratro del versante orientale. Verremo poi a sapere da un esperto locale che questa dovrebbe essere una prima assoluta. 

La giornata è ancora lunga e ci permette qualche altra scorribanda. Viste le ottime condizioni (per innevamento e stabilità) dei canali e dei versanti nord propongo il Canale Zero dei Balzi dell'Ora. I canali noti e frequentati dei Balzi del'Ora sono in genere 5 e questi 5, chi più chi meno, li abbiano già percorsi tutti. Il primo è quello che di solito facciamo in salita per raggiungere la vetta del Corno dalla piana del Cavone. Il quinto è il canale Nord di Punta Sofia appena sceso da me e Federico. Ma il canale Zero ? esiste ? dov'è ? Il canale Zero lo abbiamo battezzato così oggi, al volo. Non sappiamo se ha un nome ma è quello compreso tra il primo canale e il Passo della Porticciola. Non si nota dalla Piana del Cavone perché un po' nascosto e incassato dietro uno sperone roccioso. Non siamo sicuri se è fattibile con gli sci perché si vede solo la parte basale, però dovrebbe essere in buone condizioni perché orientato in pieno nord. Per noi oggi è diventato il "canale Zero" per le zero informazioni su di esso e perché viene prima del primo. 

Mettiamo gli sci in spalla e ci avviamo verso il suo conoide basale. In basso neve sfondona. Tenendosi lontani dalle zone interessate da smottamenti ci avviciniamo alla parte alta del canale ancora nascosta. Salendo necessarie le picche ma si procede anche senza ramponi. Quando il canale si apre interamente alla nostra vista una bella sorpresa: largo, dritto e regolare con pendenze ragionevoli: 40-45°. Nonostante la neve dura raggiungiamo la sommità del canale senza ramponi. Alla sommità ci fermiamo per uno spuntino e per cambiare assetto. A circa 200mt da noi il rifugio Rocce. Con calma cominciamo a scendere. Per i primi 80mt neve dura ma Jeanclaude e gli altri volano giù saltellando. Io con un paio di sci in prova e avendo poca dimestichezza col duro ripido vado giù un po' a tentoni ma alla fine sci ai piedi raggiungo gli altri e insieme festeggiamo la bella prestazione. Sarà anche questa una prima discesa ? chissà ? per noi tutti sicuramente.

In conclusione: giornata strana, completamente diversa da come l'avevamo progettata. Piena di incognite, dubbi e segnali catastrofici ma piena anche di magnifiche sorprese come la spaziale cresta dei Balzi dell'Ora e la deliziosa nevina delle nord. Per non parlare del gran bottino scialpinistico: due prime su percorsi neanche mai immaginati, di cui una quasi estrema e difficile da trovare in condizioni e l'altra più abbordabile ma valido complemento agli altri canali per morfologia ed esposizione. Cominciata sotto i cattivi auspici di inquietanti manifestazioni valanghive, terminata con grande soddisfazione grazie alla voglia di esplorare e ad una costante valutazione "hic et nunc". Una valutazione attenta a tutti i segnali della neve e dell'ambiente montano, non allegramente permissiva ma nemmeno soffocante ed allarmistica.

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
0.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
0.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
0m
Quota di partenza: 
0m
Quota di arrivo: 
0m
Quota minima raggiunta: 
0m
Quota massima raggiunta: 
0m