Libidine Bianca al Corno alle Scale: Gran Toboga e Canale Nord di Punta Sofia

Data effettuazione gita: 
04/03/2018
Località di partenza: 
Piazzale del Cavone
Difficoltà: 
Sci ripido
 
La menzogna è la religione dei servi e dei padroni, la verità è la religione dell'uomo libero
A.P.

Per domenica si prevedeva l'arrivo di una perturbazione da Ovest sulla Toscana. La zona del Corno alle Scale sembrava l'ultima ad essere aggredita. L'innevamento in quella zona è più che buono e quindi sabato sera, dopo un rapido consulto, decidiamo di lasciar perdere le apuane e dirigerci verso il Corno. Alle 7:30 di domenica con Jeanclaude e Andrea ci incontriamo al solito bar di Silla. Dopo pacche e abbracci per la nottataccia passata nella scomoda suite dell'hotel Segantini ci dirigiamo verso Lizzano. Dalla zona industriale di Silla la parete Est del Corno si mostra in tutto il suo splendore: quasi perfettamente bianca e libera da nubi. La scelta sembra azzeccata, non rimane che andare a verificare da vicino. Alle 9 lasciamo l'auto al parcheggio del Cavone (1425mt) per dirigerci verso la croce di Punta Sofia con progetti ardimentosi: una linea nuova molto arrabbiata. 

Seguiamo il sentiero 335 costeggiando il torrente che serpeggia tra muri di neve alti quasi 3 metri. Alla piana del Cavone puntiamo verso il primo canale. Dappertutto 20-30 cm di neve farinosa-feltrosa su fondo duro giallastro. Manto più che stabile grazie all'ancoraggio della neve nuova sul fondo vecchio, ingiallito per la sabbia sahariana dei giorni scorsi. Per verificare la tenuta facciamo alcune prove di slittamento anche sul ripido ma niente si muove nonostante i salti di 3 pesi massimi come noi. Risaliamo quasi tutto il canale sci ai piedi, tranne gli ultimi 15 metri dove le pelli non fanno presa.  Sul pianone delle piste un po' di vento ma non fastidioso. Giunti presso Punta Sofia (1940mt) ci affacciamo sulla parete est. La linea che avevamo in mente è improponibile: più che arrabbiato l'attacco sembra scellerato. Lasciamo perdere il progetto e ci spostiamo verso il Gran Toboga con la coda tra le gambe. Quando si apre sotto di noi il baratro del Gran Toboga rimaniamo a bocca aperta: sembra un'autostrada levigata, ben rifinita con bordi quasi parabolici e stracolma di neve morbida. Non l'avevamo mai trovato così bello e invitante. Quando lo facemmo in notturna 3 mesi fa era molto più scarico (vedi http://www.focolaccia.org/portale/gite/corno-scale-parete-est-plenilunio...). A vederlo così modellato, senza rocce e senza salti è irriconoscibile ... sarà bene o sarà male ? Guardandoci negli occhi ci chiediamo perplessi e con l'acquolina in bocca: non sarà insano scendere quel budello ripido e pieno di metri di neve ? non sarà più saggio scendere per le comode e sicure piste alle nostre spalle ? 

Sarebbe bello in queste situazioni avere un oracolo sempre disponibile (oggi si direbbe un'App) che ti dice "Ma Siii, vai e goditi la discesa/Noo, non andare perché sarebbe l'ultima decisione che prendi". Oppure sarebbe comodo poter telefonare all'esperto di turno per sentire da lui cosa farebbe. Purtroppo la parete est in queste condizioni è frequentata da nessuno e nessuno è in grado di dirci quello che ci aspetta. Oggi lì in cima al gran Toboga gli esperti siamo noi e a noi tocca la decisione, una decisione meditata, non tirando una monetina. Per prendere una decisone per quanto possibile razionale ci si deve basare su quello che già abbiamo trovato e visto salendo, poi tastare con circospezione il canalone di discesa e infine decidere, prendendosi la responsabilità delle proprie decisoni e delle conseguenze che ne deriveranno.

L'assaggio in salita sul primo canale (molto simile alla est per quota ed esposizione) aveva dato esito molto positivo. La conoscenza dell'evoluzione del manto nevoso ci rafforza in questa fiducia: il giorno precedente sono caduti 20-30 cm di neve farinosa-feltrosa con temperature intorno allo zero e in assenza di vento. Grazie a queste condizioni la neve nuova è caduta uniforme dai 1500 in su e su questi versanti si è andata a saldare in modo ottimale con il fondo vecchio (neve giallastra) assestato grazie al rialzo termico post-burian e poi consolidato grazie al progressivo abbassamento delle temperature. Durante i giorni del Burian, inoltre, forti venti freddi hanno soffiato per giorni da Est verso Ovest compattando la neve sulla parete est del Corno. Last but not least: oggi il sole è velato e la temperatura è stabile intorno allo zero. Insomma tutto sembra deporre a favore del SI. Non rimane che andare ad assaggiare l'attacco del Gran Toboga. CI prova Jeanclaude con una sequenza di salti tutti ben stoppati e controllati. Lo strato farinoso-feltroso tiene in modo eccellente anche sulla gobba di attacco (55°). Si conferma l'impressione avuta nella salita del primo canale, quindi: Evvai !!! 

Uno dietro l'altro scendiamo su neve fantastica e goduriosa per circa 400mt di dislivello con curve morbide e comode su manto assolutamente stabile. Gli ostacoli e i cambi di pendenze che di solito costellano il Gran Toboga sono scomparsi sepolti sotto metri di neve. Ci fermiamo verso quota 1550 dove la neve diventa più pesante e un po' svalangata (roba vecchia). Per ora ne abbiamo abbastanza. Calzati i ramponi, messi gli sci in spalla risaliamo il canalone sulle tracce di discesa. Anche la salita è quanto di meglio si potrebbe auspicare: passo fermo, presa ottima e salita in posizione eretta coi soli bastoncini. Ritornati in cresta si nota la nuvolaglia che ha attanagliato quasi tutto l crinale appenninico e che copre già tutta la Toscana fino alla costa. Le uniche zone sgombre e libere sono il Cimone e il Corno. Oltre alla qualità della neve oggi abbiamo azzeccato anche il meteo. Ancora sci in spalla ci portiamo alla croce metallica di punta Sofia. Viste le eccellenti condizioni del manto vorremmo scendere il canale nord verso la piana del Cavone (il più lungo dei 5 canali e uno dei più ripidi) partendo sci ai piedi dalla croce. Per me sarebbe la prima sci ai piedi integrale del canale nord. Jeanclaude e Andrea il canale lo hanno già sceso integralmente con gli sci un paio di volte ma la partenza dalla croce è una chicca anche per loro grazie all'innevamento eccezionale.

Breve spuntino sotto la croce e poi sci ai piedi ci portiamo tutti al bordo del canale nord. Come sempre l'attacco è molto ripido (circa 60°) ma la neve è fantastica e stabile come quella del Gran Toboga e tutti scendiamo l'imbuto di attacco senza problemi. Poi giù con curvoni grandiosi e veloci fino al bosco alla base della piana del cavone. Rientro sulle tracce di salita. Nel bosco prima del laghetto del cavone neve un po' più pesante di quella trovata al mattino. 

Alla partenza al mattino nessuno si aspettava una giornata così esaltatnte e goduriosa. Il Gran Toboga e il canale Nord di Punta Sofia di solito sono discese impegnative, pericolose, difficili e raramente godibili in piena serenità. Oggi li abbiano trovati entrambi da favola. Con queste condizioni eccezionali (sia per quantità che per qualità della neve) diviene una gita fantastica e non riservata agli amanti del ripido. Purtroppo quello che vale oggi non è detto che si ritrovi domani. Ogni volta la valutazione deve esser fatta localmente e con mente locale, raziocinio, occhi aperti e conoscenza dell'evoluzione del manto nei giorni precedenti, assumendosi infine la responsabilità di decisioni prese liberamente.

 
Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
0.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
0.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
0m
Quota di partenza: 
0m
Quota di arrivo: 
0m
Quota minima raggiunta: 
0m
Quota massima raggiunta: 
0m