M. Cimoncino: dalle inquietudini del canalone SE agli ululati del Piaggione

Data effettuazione gita: 
30/01/2018
Località di partenza: 
Doccia di Fiumalbo
Difficoltà: 
OSA

Il versante SudEst del Cimoncino è una dirupata parete di circa 500mt solcata da vari canaloni che scendono con andamento più meno parallelo in direzione SE nella valle di Serralta. Quello centrale è il più ampio e più lungo: nasce poco sotto la vetta (2117mt) come ampio pendio, poi come largo imbuto e, dalla metà in giù, prende la forma di un vero e proprio canale che scende sinuoso fino ai ripiani sottostanti (Le Piane) dove si unisce ad altri canali che convergono qui dal versante NE del m. La Piazza. Per quanto vicino agli impianti del Cimoncino e al m. Lagoni questo versante rimane marginale e discosto, poco frequentato (se non proprio ignorato) dagli scialpinisti, forse per il suo aspetto dirupato e inquietante nonché valangoso. Anche dagli alpinisti invernali credo che sia poco frequentato anche se offrirebbe belle salite su pendenze moderate non banali. Nelle guide non si trovano relazioni o cenni alla parete SE del Cimoncino. Nemmeno sul web ho trovato notizie o resoconti di salite/discese di questi canaloni, eccetto la relazione della gita da me effettuata nel marzo 2014 con Giulia C. (http://www.focolaccia.org/portale/gite/cimoncino-re-minore-dimenticato-v...) durante la quale scendemmo il canale di sx orografica, parallelo ma più breve e leggermente meno ripido di quello centrale. Proprio nel corso di quella gita ebbi modo di osservare il canalone centrale da vicino con l'idea di tornarci un giorno per scenderlo integralmente dalla vetta. 

Dopo le ghiacciate della scorsa settimana in cui tutti versanti dai 1500 in su erano coperti da una calotta di ghiaccio molto pericolosa, negli ultimi giorni, grazie al rialzo termico e al cielo sereno, i versanti meridionali dal primo mattino cominciano la trasformazione superficiale offrendo (se percorsi nelle ore giuste) ottime condizioni per discese anche ripide. Siccome neve non ce n'è molta in giro e solo dai 1500 in su, ho pensato che ci potevano esser le condizioni di sciabilità e di stabilità del manto per andare a provare finalmente il canalone centrale alla SE del Cimoncino.  

Lunedì, solo e libero, decido di andare a fare una ricognizione su quel versante per studiare la situazione. Da Doccia mi avvio sci in spalla verso il Padule Piano per andare a risalire il versante Ovest del Cimoncino. Calzo gli sci dopo 15 minuti e con le sole pelli e senza rampant giungo in vetta verso le 11. Dalla vetta scendo su neve trasformata verso il canale di sx fatto con Giulia. L'attacco del canale è sui 45 gradi ma la neve tiene benissimo (morbida in superficie su fondo compatto) e non da segni di instabilità, a parte i soliti slittamenti superficiali di neve sfatta. In baso le pendenze diminuiscono e il canale si restringe, ma la sciabilità rimane ottima fino in fondo dove il canale di sx si unisce al Canalone centrale. All'innesto col canalone centrale mi fermo e, viste le ottime condizioni del manto, decido di provare a risalirlo sci in spalla per studiarlo da vicino. Non occorrono nemmeno ii ramponi dato che lo scarpone affonda per almeno metà e il fondo non è ghiacciato. Per la massima pendenza risalgo tutto il canalone centrale con una picca e un bastoncino. All'inizio pendenze moderate, poi 40° costanti. A circa a 2/3 della salita un cambio di pendenza: per un tratto di circa 50mt il canale si impenna con pendenze tra 45 e 50° a seconda della linea. Questo è il passaggio critico di tutta la salita/discesa. In alto le pendenze ritornano sui 40° fino ad un caratteristico castelletto di grandi massi di macigno verdastro, che ho battezzato "Il Monumento del canalone SE" dato che sembra un monumento posto proprio alla sommità del suo grande imbuto. Dal Monumento fino alla vetta pendenze via via decrescenti. Dalla vetta ritorno a Doccia passando prima per la spalla Ovest del Cimoncino, poi per il fosso Piaggione in condizioni ideali sulla sponda dx al sole, mentre sulla sx, ancora in ombra, neve dura e ghiacciata.

Viste le ottime previsioni meteo per martedì e dopo essermi liberato di alcuni impegni, decido di tornare all'attacco per cogliere il momento magico. Martedì mattina abboccamento a Doccia (1360mt) on Roberf per andare a tentare quella che probabilmente è la prima discesa con gli sci del canalone centrale. Venendo dalla Toscana attraverso il passo delle Radici mi lascio alle spalle una nuovolaglia densa e persistente. Appena scollettato sul versante emiliano invece gran sole e temperature miti. Per tutto il giorno la situazione rimarrà invariata:  la Toscana e tutto l'alto Tirreno  coperti da una spessa coltre di nubi , mentre l'Emilia tuto il giorno al sole. Da Doccia ci avviamo sul 489 sci in spalla e dopo 15 minuti calziamo gli sci che toglieremo solo un paio di volte per brevi tratti scoperti o per un paio di guadi. Alle 10 del mattino la spalla ovest del Cimoncino è già accarezzata dal sole e la neve comincia ad ammorbidirsi consentendoci una salita tranquilla fino in vetta senza bisogno di rampant. Copertura non completa che richiede brevi attraversamenti di tratti erbosi.  In vetta arriviamo verso le 11:30, caldo e niente vento. Il canalone SE è in pieno sole. Spelliamo e subito giù verso il Monumento che emerge in mezzo a grandi placche luccicanti in controsole. Il luccichio fa pensare al ghiaccio, ma il sole del mattino  ha già lavorato e la superficie a specchio è solo un debole velo, sciabilissimo. 

Aggiriamo il Monumento sulla sx e poi entriamo nel largo pendio a 35-40° che porta verso il cambio di pendenza. Prime curve su neve perfetta in pieno relax. Ma avvicinandosi al cambio di pendenza sembra di andare verso un baratro: davanti a noi il vuoto e sullo sfondo i valloncelli delle Piane 500 mt più in basso. Le curve cominciano  farsi più controllate: anche se il manto è stabile e la superficie trasformata, sotto c'è uno strato compatto su cui fermarsi in caso di scivolata potrebbe essere problematico. Arrivati al cambio di pendenza ci affacciamo sul tratto critico. Da qui si vede tutto il canalone che si snoda ripido e senza tregua verso il basso per centinaia di metri. Ci guardiamo intorno per la ricerca della linea più dolce, ma non c'è molto da scegliere: dovunque si poggi il nostro sguardo la minestra è quella o anche più aspra. La tensione comincia a insinuarsi nelle gambe e le antenne si drizzano.  Meglio non stare troppo a pensarci perché i muscoli si irrigidirebbero compromettendo la fluidità dei movimenti. Roberf è perplesso. Gli dico di osservare la mia discesa per prendere le misure. Mi butto. Tutto fila liscio e sotto controllo. Il diavolo è meno brutto di come sembra ma non bisogna neanche scherzarci troppo: un ruzzolone qui potrebbe costare caro se non altro per alcuni scogli sparsi sotto di noi. Bisogna scendere fluidi e regolari ma controllati. Dopo una cinquantina di mt le pendenze diminuiscono leggermente. Mi giro per vedere a che punto è Roberf ma lo vedo in alto a tentare un'altra linea. Dal basso si vede che quella dove si trova adesso è una discesa anche più ripida della prima. E' fermo a studiare il da farsi, ma nello stare a lungo fermo ed esposto con centinaia di metri di canalone sotto i piedi, mi sa che è entrato in blocco, muscolare e mentale, come spesso accade alla prima curva sul ripido. Si rende conto della situazione e da sé decide di togliersi dall'impasse cambiando programma: discesa a piedi faccia a monte. Non occorrono nemmeno i ramponi e ci sono anche le mie tracce di ieri a fargli da riferimento. Con calma e senza panico raggiunge la mia posizione e poco più sotto fa un alloggio per rimettersi gli sci ai piedi. Da qui in poi le pendenze calano di un capello, ma basta quello per fare la differenza e consentirgli di buttarsi a capofitto verso la parte bassa del canalone. Questa volta Roberf la minestra l'ha mandata giù come poteva, ma a vederlo ripartire in scioltezza e a tutto gas direi che l'ha già digerita :-) 

Scendiamo su neve ottima fino all'incrocio col segnavia 439. Continuiamo la discesa su neve più mollacciona. Ci fermiamo circa a quota 1670 dove intercettiamo un canale ampio e dolce che ci consentirà di risalire con le pelli verso il crinale sud del Cimoncino. RIpellata, breve spuntino e via di nuovo. L'idea è di tornare in vetta al Cimoncino per andare a scendere il fosso Piaggione che a quell'ora dovrebbe essere cotto a puntino. Seguendo più o meno il 439 giungiamo sci ai piedi sul crinale sud del Cimoncino (innesto col 447) che cominciamo a risalire sempre sci ai piedi grazie al profilo largo e arrotondato e alla copertura più che sufficiente. In alto però, dove il crinale si fa più roccioso, c'è da portare gli sci per un centinaio di metri perché la neve è sparita. Dove finiscono le rocce rimettiamo gli sci ai piedi e con questi ritorniamo in vetta al Cimoncino. Con noi in vetta è salito anche un vento freddo e sostenuto, mentre all'orizzonte si vede avanzare la nuvolaglia dalla Toscana verso l'Emilia: segno del maltempo in arrivo per mercoledì. Spelliamo in fretta per andare a goderci il sole, la calma di vento e la neve del Piaggione che immaginiamo fantastica. E così infatti sarà: sciata mitica tutto d'un sorso con copertura impeccabile e neve a puntino dall'inizio (2100mt - sella tra Cimone e Cimoncino) all'innesto con la forestale a quota 1700mt. Poi ancora pennellate oniriche ad occhi chiusi tra gli arbusti del Padule Piano. Sullo stradello forestale verso Doccia invece neve dura e scabrosa, perché sempre in ombra. Allora avanti con occhi aperti e marce ridotte. Togliamo gli sci dove li abbiamo messi il mattino (circa 1450mt). 

Bella avventura in una splendida giornata, ricca di emozioni, inquietudini e ululati di gioia. Ululati anche più altisonanti del solito perché liberatorii dopo dubbi, paure e tensioni. Come è e deve essere quando si prova ad andare un po' oltre e ad affrontare la montagna come tale. 

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
0.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
0.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
0m
Quota di partenza: 
0m
Quota di arrivo: 
0m
Quota minima raggiunta: 
0m
Quota massima raggiunta: 
0m