Monte Tambura (m 1895) da Carcaraia

Data effettuazione gita: 
28/04/2018
Località di partenza: 
Ventàgio (m 1320)
Difficoltà: 
BSA

Sabato 28 aprile 2018 classica scialpinistica di fine stagione attraverso la Carcaraia centrale, effettuata da Massimo Dinelli ed Aldo Giovannini, con partenza sci ai piedi dai ruderi di Case Ventagio (~ m 1320).

Giornata inizialmente soleggiata con graduali addensamenti pomeridiani di nubi, ma senza problemi di visibilità.

Guadato il Rio Ventagio abbiamo risalito l’antistante conca boscosa su un fondo di neve vecchia fino a intercettare il segnavia speleo-naturalistico «meno mille», che tuttavia abbiamo quasi subito lasciato sulla nostra sinistra per seguire una serie di valloncelli paralleli, meglio innevati; sostando sulla prima insellatura (~ m 1400) abbiamo montato i rampanti, rivelatisi poi utili fino in vetta, poiché spesso il fondo di neve vecchia indurita affiorava sotto i riporti più recenti.

Grazie alla presa dei coltelli sulla neve dura, abbiamo preso rapidamente quota e, aggirati alcuni faggi secolari, in circa un’ora dalla partenza siamo usciti dal ceduo a monte della «spalla degli alberi morti», in corrispondenza di alcune ceppaie isolate di betulle, dove abbiamo reincontrato il segnavia «meno mille»: rimaneva da superare la seconda metà del dislivello, con un percorso di più di un chilometro di traslazione orizzontale in debole pendenza.

Costeggiata sul lato di valle la grande dolina dell’abisso Mescaleros, abbiamo tracciato una diagonale ascendente in direzione della cuspide sommitale, sempre in vista, intersecando le concavità e le convessità del rilievo in modo da non perdere mai quota; giunti sotto l’anticima Nord, detta Monte Crispo, abbiamo contornato una grande «ventaròla» (cavità nel manto nevoso prodotta da venute d’aria calda di sottostanti condotti carsici) entro cui la neve era collassata come un ponte di neve sul crepaccio di un ghiacciaio: questi fenomeni, tipici delle Apuane, possono rivelarsi altrettanto pericolosi.

Infine, risalita l’ultima valletta sotto la dorsale terminale, siamo sbucati in cresta con sci ai piedi al culmine della spalla Nord, una decina appena di metri sotto la vetta, che abbiamo raggiunto poco prima delle due.

Rimasti una mezz’oretta a traccheggiare, quando la nuvolaglia proveniente dal mare ha iniziato ad avvolgere la cima abbiamo preso la via del ritorno, abbordando la discesa al vertice del nevaio addossato alla cresta Nord (il canale Nord-Est presentava tratti scoperti). Discesa effettuata per lo più lungo la traccia di salita, alternando tratti in diagonale e serpentine sulla massima pendenza, quindi attraverso gli avvallamenti sottostanti il «cratere» dell’Abisso Mescaleros.

Rientrati nel bosco, abbiamo obliquato verso destra, facendo «zapping» da un canale all’altro, fino a ritrovare il segnavia «meno mille» che abbiamo poi seguito fino a tornare, lungo la traccia di salita, al guado del Rio Ventagio (che adesso, a causa del disgelo, s’era ingrossato fino a divenire, dal riganolo della mattina, un torrentello).

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
4.00Km
Distanza percorsa in salita: 
2.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
2.00Km
Dislivello in salita: 
575m
Dislivello in discesa: 
575m
Quota di partenza: 
1320m
Quota di arrivo: 
1320m
Quota minima raggiunta: 
1320m
Quota massima raggiunta: 
1895m