Pania della Croce (q. m 1800 c.)

Data effettuazione gita: 
16/02/2018
Località di partenza: 
Le Rocchette (m 995)
Difficoltà: 
BSA

Partiti piuttosto tardi da Ponte a Moriano (dopo le 8), dove era fissato l'incontro con il gruppo di Mazzoleni, arriviamo in auto alle Rocchette su strada abbondantemente innevata. Il parcheggio di tutti gli automezzi sotto lo strapiombo, in mancanza di altri tratti di strada sgombri, richiede ulteriori manovre e l'abbattimento preventivo delle enormi stallattiti di ghiaccio che, cadendo, rischiebbero di perforare le carrozzerie.

Risultato, partenza con le pelli lungo i 2 km di strada che ancora restano per la cappella del Piglionico dopo le 10: un po' tardi per il mio passo da cardiopatico con postumi influenzali, mentre non ci sono problemi per il gruppo di punta che ben presto prende le distanze, eccettuati Orlando, che rimane con me alla retroguardia, e Beppe che si ritira, anche lui debilitato dall'influenza.

La risalita del tracciato del segnavia n. 7 è interminabile e complicata dalla cedevolezza della neve che comincia a mollare sotto l'aggressione delle volute di nebbia... Finalmente, verso la fine del bosco, usciamo completamente dalla coltre di nubi che copre il fondovalle come un mare in tempesta e usciamo al sole su prati dell'Omo Morto: peggio che mai! La neve recente, sotto il sole, è intrisa d'acqua tanto che dobbiamo a più riprese sciolinare le pelli per evitare zoccoli immani.

Nel locale invernale del Rossi troviamo Luca e gli altri, che sono già arrivati in cima alla Pania e stanno accingendosi a scendere a valle. Vorrei consigliar loro di evitare il sentiero per la discesa, ma in assenza di punti di riferimento ben individuabili, è impossibile dar loro indicazioni precise sulle possibili varianti.

Il tempo comunque sembra reggere e manca ancora più di tre ore al tramonto, ragion per cui Orlando ed io proseguiamo sperando di trovare neve migliore nel tratto superiore: in effetti, con l'ombra, nel Vallone dell'Inferno la neve s'è un po' asciugata e inizia a stringere, ma le tracce di salita poco marcate non ci aiutano granché a guadagnar quota. Alla fine, nella conca sotto il Col della Lettera, dobbiamo desistere: l'altimetro segna 1795, manca solo una cinquantina di metri per sbucare in cresta, ma sono già le 15.30 e restano un paio d'ore di luce per scendere, tanto più che la discesa in bosco non si preannuncia facile.

Peccato perché era già più di un anno che non riuscivo a tornare in vetta ed oggi era probabilmente l'ultima giornata con condizioni davvero invernali, ma 800 metri di dislivello in 5 ore con neve collosa come questa è stato il massimo che avrei potuto pretendere dalle mie coronarie bypassate.

Il tetto del mare di nubi intanto è salito e anche i prati sotto il rifugio sono avvolti dalla caligine: con uno sforzo di memoria riesco a riconoscere i labili punti di riferimento e trovare l'imbocco del canalone boscoso che porta dai prati al Canale della Luna, a valle della Grotta del Pastore. Malgrado l'acclività sostenuta la neve è tanto pesante che è difficile persino curvare sulla massima pendenza, ma in qualche modo arriviamo nel fondo del canale che attraversiamo subito sulla destra per portarci sulla carrozzabile delle Pianaccette alla partenza della teleferica. Lavorando di bastoncini per scivolare anche sui tratti più in discesa, siamo di ritorno sulla strada del Piglionico e raggiungiamo le Rocchette verso l'imbrunire. All'arrivo a Lucca, inizia a piovere, come da previsioni meteo.

 

 

 

 

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
8.00Km
Distanza percorsa in salita: 
4.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
4.00Km
Dislivello in salita: 
800m
Dislivello in discesa: 
800m
Quota di partenza: 
995m
Quota di arrivo: 
1795m
Quota minima raggiunta: 
995m
Quota massima raggiunta: 
1795m