Tecchio dei Corvi 2° canale sud

Data effettuazione gita: 
29/12/2017
Località di partenza: 
Passo del Cerreto
Difficoltà: 
OSA

Stamani alla partenza salute così così ma la giornata si annuncia magnifica e le condizioni neve stratosferiche. Saltato l'abboccamento con un amico sono libero di decidere: andare o stare ? Ci penso un po' e poi vince l'andare: rimuginare tutto il giorno a casa è nocivo per la salute. 

Alle 7:30 al solito bar di Aulla mi fermo per un caffé e una focaccina che mi verrà preparata e impacchettata da una avvenente barista che sembra Scarlett Johansson. Anche l'altra barista bionda (forse la mamma) fa la sua bella figura. Nel complesso buoni i prezzi, buono il mangiare e anche le addette ... un po' a malincuore mi rimetto in viaggio.  

Alle 8,30 sono quasi al passo del Cerreto. Ho in mente un paio di giri esplorativi a basso rischio valanghivo (da soli è meglio andare sul tranquillo) e a basso dispendio calorico. Avvicinandomi al passo comincio a cercare parcheggio a bordo strada presso la casa Cantoniera o presso la strada per il passo dell'Ospedalaccio ma niente da fare: c'è ancora troppa neve ai bordi. Arrivo al piazzale del passo ma lì non mi va di parcheggiare. Mi rigiro per cercare meglio ma anche al secondo tentativo niente da fare. L'unica possibilità sembra il parcheggio al piazzale del passo (1250mt). Da lì però non c'è molto da sbizzarrirsi: la prima tappa obbligata è quella per ill passo dell'Ospedalaccio. La cosa non mi entusiasma perché il sentiero per l'Ospedalaccio fa parecchi sali-scendi, è perfetto per le ciaspole ma non per sci. 

Con un po' di svogliatezza mi avvio sulle tracce di numerosi ciaspolatori verso il passo dell'Ospedalaccio pensando : "faccio un giretto per sgranchire le gambe e poi torno indietro". Avvicinandomi adocchio però alcuni bei canali che scendono dal Tecchio dei Corvi verso sud. Il Tecchio dei corvi (1855mt) è sconosciuto agli scialp mentre è più noto tra gli alpinisti e gli escursionisti perché sul suo crinale ci passa lo 00. Per molti non è neanche una cima autonoma ma è considerato un'antecima del monte Alto (così per es. nella guida alpinistica invernale di A.Greci). Il Tecchio dei corvi ha dei canali alpinistici sul versante nord ma anche sul versante sud (quello che si vede bene salendo dalla Toscana al passo del  Cerreto) ci sono bei canali che potrebbero essere interessanti per lo scialpinismo. Dal passo dell'Ospedalaccio o dalla strada del Cerreto se ne possono individuare almeno 4. Per me sia il Tecchio dei Corvi che i suoi canali meridionali sono zone vergini, tutte da esplorare e da scoprire. Se poi si aggiunge che oggi, su quel versante, il rischio valanghe sembra contenuto grazie ad un innevamento non abbondante, ecco qua degli ottimi motivi per andare a darci un'occhiata ... poi però tra me penso: "azzz, volevo prendermela di vacanza e invece anche oggi mi tocca lavorà". 

Dal passo dell'Ospedalaccio (1285mt) mi dirigo verso il Tecchio seguendo lo 00, ma lungo quella linea ci sono troppi sassi ed erba affiorante. Mi sposto sulla sx per seguire lingue di neve più continua e senza sassi. In alto traverso ancora verso sx per andare a prendere un canale che promette bene, il secondo dei 4 che ho adocchiato dal basso. Nel canale neve farinosa abbastanza profonda ma stabile e salendo si va ad insinuare tra belle formazioni rocciose ricamate di ghiaccio e sastrugi. Man mano che il canale si stringe anche le pendenze aumentano: 40 e poi 45°. Qui proseguo sci in spalla ma senza ramponi e senza picche grazie alla neve sfondona e alla buona presa dello scarpone. In alto il canale prosegue tra due cortine rocciose con pendenza costante sui 45°. L'ambiente è magnifico e questo fa sentire meno la fatica della progressione in neve fresca.

Sbuco senza problemi in cresta e mi avvio verso la vetta del Tecchio continuando senza ramponi. Il crinale del Tecchio è una splendido terrazzo panoramico:  alla mia sx la dirupata valle di Sassalbo e il passo del Cerreto con il vallone dell'inferno coronato dalla Nuda e dallo Scalocchio, sullo sfondo il riflesso del sole sul mar tirreno e il dentellato profilo delle Apuane. Alla mia dx la conca delle sorgenti del Secchia, il monte Alto, il Succiso e il Casarola. Non raggiungo la vetta del Tecchio ma mi fermo a quota 1795 perché per proseguire dovrei mettere i ramponi. Per scendere con gli sci tanto vale fermarsi qua. Ne approfitto per gustarmi la buona focaccina del mattino e poi comincio a prepararmi per la discesa. Dalla sella dove mi trovo parte il 4° canale che scende comodo e non ripido fino ad un ampio costone dal quale si potrebbe arrivare quasi nel fondovalle. Mi piacerebbe provarci ma poi di lì è problematico tornare verso l'Ospedalaccio e poi da solo ...  oggi non ho voglia di tribolare e quindi lascio perdere. Meglio rifare in discesa il canale di salita. 

Arrivato sci ai piedi all'attacco del 2° canale scendo per i primi metri, molto obbligati, a scaletta. Appena il canale si allarga comincio a curvare: neve profonda, morbida ma feltrosa e  leggermente umida. Comunque si curva in massma sicurezza e stabilità.  Proseguo per un bel po' con curve strette regolari. Poco prima di raggiungere una fascia di alberi traverso verso sx per ritornare verso lo 00 e da qui scendere verso il passo dell'Ospedalaccio sfruttando un toboga naturale dove la neve è più abbondante. In basso però la qualità della neve peggiora: crosta debole, scarso fondo e numerosi tratti dove affiora erba ghiacciata. 

Dal passo dell'ospedalccio la strada migliore per ritornare la passo del Cerreto non è quella di andata, ma lo sterrato che porta alla statale prima del passo. Lo sterrato è ben coperto e quasi tutto in lieve discesa. Ritornato sulla statale (1200 mt) in pochi minuti, sci in spalla, sono al piazzale del passo. 

I 4 canali meridionali del Tecchio dei Corvi non sono menzionati in nessuna guida né alpinistica né scialpnistica. Da quello ce ho potuto vedere sono piuttosto belli, più o meno ripidi (il meno ripido è il quarto), abbastanza lunghi e incastonati in bell'ambiente caratterizzato da picchi, spuntoni, dirupi e balze rocciose. Secondo me meritano una visita . Nessuno ci va mai perché dal passo dell'ospedalaccio si prosegue sempre per il Succiso Sud o per il passo di Pietra tagliata. Se riuscirò a individuare uno sbocco in basso agevole per uscire dal 4° tornerò sicuramente a farlo perché sembra promettere la sciata più dolce e più lunga di tutto il versante ... poi però mi sorge un dubbio: sarà mica la scusa per tornare a gustare le focaccine di Scarlett ?

 

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
0.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
0.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
0m
Quota di partenza: 
0m
Quota di arrivo: 
0m
Quota minima raggiunta: 
0m
Quota massima raggiunta: 
0m