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Alpe di Succiso (m 2017): Anello Nord - Sud

Data effettuazione gita: 
06/02/2000
Località di partenza: 
Varviglio (m 1000)
Difficoltà: 
BSA

Gita ad anello «obbligata» intorno all'Alpe di Succiso compiuta domenica 6 febbraio 2000 da Roberto Casini, Aldo Giovannini, Costantino Gropallo, Fabrizio Sebastiani, in sci, e Romano Di Battaglia, a piedi.

Partiti sci sul sacco da Succiso Nuovo (Varviglio), troviamo la prima neve sul sentiero poco sotto il guado di Rio Pascolo; fino al Rifugio Paolo Consiglio le pelli da sole aderiscono sulla neve, dura ma sfarinata in superficie, ma poi dalla morena in su è necessario abbinarle ai rampanti. Con le prime impennate anche questi stentano a mordere sulle croste di rigelo: solo Fabrizio persevera coi rampanti fino in cresta, con sinistri stridori delle lame quando fa inversione; per gli altri, data la poca dimestichezza a manovrare sul duro, li invito a procedere con ramponi e piccozza lungo la massima pendenza, come già fa Romano (lì, la settimana successiva, si saprà poi, occorrerà un incidente mortale a uno che ne risultava sprovvisto).

Giunti sulla Sella del Casarola, proseguiamo tutti con ramponi ai piedi fino alla cima dell'Alpe di Succiso; lì giunti vagliamo la situazione: la Nord gelata, non sciabile fino al bosco, la Ovest ha più punti scoperti. A meno di ridiscendere coi ramponi (opzione sconsigliata, viste le difficoltà di progressione per Roberto e Costantino), sciabile resta solo la Sud, per la conca del Cané di Casarola, su buona neve trasformata: ciò comporta ovviamente di rimontare al Passo di Pietra Tagliata e tornare a Succiso per la vallata del Torrente Liocca, ma tutto considerato appare la scelta che consente i maggiori margini di sicurezza.

La precauzione d'evitare la discesa con i ramponi dalla Nord si rivela subito indovinata, poiché Roberto, nello scendere a calzare gli sci sulle lingue di neve più alte, inciampa e scivola, arrestandosi però pochi metri sotto sulla neve molle, senza danni: su neve gelata l'incidente avrebbe avuto esiti ben più gravi!

Per noialtri tre, ricavata una piazzola per calzare gli sci all'apice del nevaio, la discesa si rivela agevole e piacevole: anche Roberto, rassicurato dalla tenuta del firn «primaverile», s'unisce alle nostre evoluzioni. Purtroppo ogni bel gioco dura poco e, superato un tratto di bosco, siamo alle sorgenti del Secchia, in fondo alla discesa. Senza indugiare, rimettiamo i ramponi e, con un tour de force di soli venti minuti, al crepuscolo scollettiamo nell'alta valle del Liocca dal Passo di Pietra Tagliata. Sotto al valico la neve parrebbe ancora sciabile ma, vista l'ora tarda e la presenza di tronchi e pietre affioranti, decidiamo di non rischiare ulteriormente e proseguire con i ramponi fino al sentiero, che raggiungiamo all'imbrunire.

Dopo, è solo una spedita camminata alla luce delle frontali per raggiungere la macchina, dove Romano (che, più prarico di ramponi e piccozza, è sceso  dalla via di salita) ci aspetta già da un paio d'ore.

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
6.00Km
Distanza percorsa in salita: 
2.00Km
Distanza percorsa in pari: 
1.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
3.00Km
Dislivello in salita: 
1300m
Dislivello in discesa: 
1300m
Quota di partenza: 
1000m
Quota di arrivo: 
1000m
Quota minima raggiunta: 
900m
Quota massima raggiunta: 
2017m