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A Chamonix per la Mer de Glace

Data effettuazione gita: 
18/04/1976
Località di partenza: 
P. Helbronner (m 3474)
Difficoltà: 
OS

Per il ponte pasquale del 1976, come Sci-CAI Lucca avevamo organizzato una tre-giorni a Courmayeur.

Una delle prime ricadute positive del "gemellaggio" Cormayeur-Lucca (siglato nel bar viareggino dei genitori di Cosimo Zappelli, presidente delle Guide vadaostane) per la futura spedizione andina sulla Cordillera Real era stata la conoscenza dei partner alpini, tra cui Ferraris che, saputo della nostra prossima presenza nelle sue zone, s'era offerto di farci da guida nella traversata della Mer de Glace. Condizione irrinunciabile gradita ai gitanti e caldeggiata dalla Sezione (per motivi di responsabilità) era stata infatti l'accompagnamento nell'uscita in ambiente glaciale di una figura professionale accreditata. Quest'anno oltretutto c'era stato segnalato che le condizioni del ghiacciaio erano tutt'altro che tranquille.

Accordatici per il giorno di Pasqua, con la funivia sbuchiamo dal mare di nubi che copre la Valdigne e, calzati gli sci sul piazzale di Punta Helbronner, traversiamo il Col des Flambeaux per immetterci nell'alta Vellée Blanche in direzione dello spuntone roccioso della Vierge. Nell'anfiteatro glaciale la neve è alta e polverosa e non si vedono crepacci, ma presto, quando tagliamo a sinistra per costeggiare la base del Dent du Requin, cominciano a profilarsi voragini ai lati della pista, che si strettisce sempre più...

Il passaggio obbligato è una strettoia tra i seracchi dove le guide hanno piazzato una passerella di legno per passare un crepo trasversale, che obbliga tutti, prima e dopo, a procedere in fila indiana a dérapage. Passato l'ice-fall, il pendio si amplia sui falsi piani della Salle à Manger (m 2400), ai piedi delle Périades. Qui le guide, italiane e francesi, si scambiano in patois impressioni e battute... Lorenzo, orecchiando, resta impressionato dal cinismo della conversazione: «E a te quanti te n’è cascati?» - «...a me tre...» - «...a me uno solo, ma sanguinava come un coniglio!»...

Dopo breve sosta per bere e sgranocchiare qualcosa, riprendiamo a scendere su pendii dolci ed aperti, sulla patina sempre più sottile di firn che copre il ghiaccio vivo, dov'è facile (e pericoloso!) lasciarsi prendere dalla velocità. Obliquando di nuovo verso sinistra, ci portiamo sotto la stazione del trenino di Montenvers, una sessantina di metri più in alto del ghiacciaio. Senza salire la famigerata scaletta a pioli, verso quota duemila usciamo dal ghiacciaio sulla morena laterale, ancor innevata, dove un'esile lingua di neve porta alla pista che scende in diagonale, parallelamente alla linea a cremagliera. Un cartello trilingue riporta, in un italiano a dir poco approssimativo: «Attentione alle avalangue nelle canaloni»...

Chamonix però è più in basso di Courmayeur e la neve, che in Val d'Aosta arrivava a fondovalle, ci lascia circa un chilometro prima dell'abitato, cosicché copriamo l'ultimo tratto sci in spalla. A fine discesa ci concediamo un gotto di bierre-pression al bar Tre Camosci, in attesa del taxi che ci riporterà in Italia.

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
20.00Km
Distanza percorsa in salita: 
0.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
20.00Km
Dislivello in salita: 
0m
Dislivello in discesa: 
2400m
Quota di partenza: 
3474m
Quota di arrivo: 
1000m
Quota minima raggiunta: 
1000m
Quota massima raggiunta: 
3474m