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M. Giovo (m 1991): Canale del Triangolo

Data effettuazione gita: 
18/03/2001
Località di partenza: 
Rifugio Vittoria (m 1501)
Difficoltà: 
Sci ripido

Caporetto della neve in occasione del Trentennale della Focolaccia al Lago Santo, sotto la pioggia!

Con la miglior volontà, a dispetto dei nuvoloni di scirocco, il sabato mattina siamo una buona trentina al parcheggio del Lago Santo. Non facciamo neppure in tempo a pellare che la pioviggine diviene rovescio. Be', magari tra un po' la temperatura scenderà e la pioggia si trasformerà in neve... Aspetta e spera!!!

All'ora di pranzo già molti, disperando, hanno dato forfait. I restanti passano a tavola per celebrare convivialmente la ricorrenza, con una punta di nostalgia per la passata gioventù e le belle sciate di quando nevicava davvero, poi i più declinano ogni velleità e, prima uno, poi l'altro, rientrano al focolare domestico. Si resta in 3 soli, irriducibili e singles, Costantino, Gionboi e io (impegno che, anche volendo, non potrei eludere in quanto presidente in carica del gruppo e organizzatore del malaugurato raduno).

Il pomeriggio trascorre al rifugio sotto bordate di pioggia che vanificano i nostri reiterati tentativi di sortita. Alla sera la pioggia s'attenua e facciamo una puntata all'Abetone, dove Costantino vorrebbe esibirsi in un estemporaneo karaoke al Lupo Biamco... ma lì non hanno alcun repertorio di musica corsa o greca!!!

A mezzanotte, al nostro rientro al rifugio, il cielo si mostra per la prima volta stellato. Insofferente per la giornata di forzata inazione, pello gli sci e parto da solo per il Rondinaio alla luce di una falce di luna: Quando sono sotto il Passetto il cielo però si richiude e, dopo vani tentativi di trovare la via nella nebbia e nel buio, devo rassegnarmi a ridiscendere. Cosa peraltro non banale, poiché la luce della frontale trasforma la nebbia in un muro bianco, così devo abituare gli occhi e scendere nella fioca semioscurità.

L'indomani non piove più ma le cime sono avvolte nelle nubi; dal poco che si vede, pioggia e venti umidi si son mangiati un mezzo metro di neve e l'innevamento appare a macchie di leopardo, tipo fine maggio.

Fatta colazione, partiamo tutti e tre per risalire con le pelli la Borra dei Porci, per fortuna ancor innevata con continuità. Il sole fa ogni tanto capolino dalla coltre di nubi ma la visibilità si mantiene precaria, però ad ogni modo troviamo la via per la vetta. Scendendo, una schiarita mostra continuità d'innevamento nel canale del Triangolo di sinistra, così ci fiondiamo dentro: almeno sul ripido la neve tiene ed è scorrevole.

A metà discesa la nebbia ci riavvolge, ma ormai il percorso è obbligato; resta solo da scansare qualche pietrone dove la pendenza s'attenua e il pendio rimane più esposto agli agenti atmosferici, e una cordata di alpinisti che s'appresta a salire e ci guarda stupefatta sbucare dalla nebbia e scomparire a valle.

Slalomando tra i massi per raggiungere il Lago Baccio torniamo sul sentiero e, recuperato il materiale lasciato al rifugio, scendiamo sci in collo al parcheggio... Malgrado tutto, l'onore focolaccino è salvo, la ricorrenza è stata degnamente celebrata! Morale della favola: be' mi' tempi...

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
3.00Km
Distanza percorsa in salita: 
1.20Km
Distanza percorsa in pari: 
0.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
1.80Km
Dislivello in salita: 
490m
Dislivello in discesa: 
490m
Quota di partenza: 
1501m
Quota di arrivo: 
1501m
Quota minima raggiunta: 
1501m
Quota massima raggiunta: 
1991m