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Monte Bianco (m 4806)

Data effettuazione gita: 
07/08/1974
Località di partenza: 
Nid d'Aigle (m 2372)
Difficoltà: 
OSA

Mia prima salita al Bianco (senza sci) con traversata completa sul versante francese dalla Nid d'Aigle a Plan des Aiguilles. Base di partenza la Val Veni, con accantonamento.presso il locale campeggio per gli ex- partecipanti del 1° corso A1 della Scuola LU-PI-MS Di Vestea tenutosi nell'autunno-inverno 1972/'73.

Alla "spedizione" del 5-6-7 agosto 1974 hanno partecipato alcuni istruttori (Ciuffi, Pollastrini, Sarteschi) ed ex-allievi (Ferretti, Giannini, Giovannini); nei giorni successivi hanno tentato a loro volta la sorte, con alterne fortune, Benedetto, Godi, Pera, Vecci, prima dal versante italiano, poi da quello francese.

Prima tappa, giornata d'acclimatamento al Colle del Gigante, con mia estemporanea scialpinistica ad un canalone della Gengiva del Dente del Gigante. L'indomani trasferimento in auto, via tunnel, nella vallata di Chamonix e arrivo nel primo pomeriggio a Les Houches (m 1010), dove, tramite la funivia della Chalette (m 1801), trasbordiamo sul trenino a cremagliera diretto al Nid d'Aigle (m 2372); sbarcati al capolinea, c'incamminiamo rapidamente, data l'ora tarda, su per i tornanti della morena del Desert de la Pierre Ronde. All'imbrunire siamo al rifugio di Tete Rousse (m 3167), dove ceniamo e pernottiamo.

Partenza avanti giorno, ramponi già ai piedi, per risalire il mini-ghiscciaio della Tete Rousse (scomparso negli anni '90) e traversare il più celermente possibile, la base del Grand Couloir, soggetto a frequenti scariche dalle falde della sovrastante Aiguille du Gouter (m 3863). Sono appena uscito dal canalone su una spalla rocciosa che iniziano a fischiare sassi e pezzi di ghiaccio, smossi dal primo sole del mattino

La salita prosegue a zig-zag per sfasciumi e lingue di neve, col raro ausilio di qualche spezzone di corda fissa (nel frattempo, più in basso è già avvenuto il primo infortunio di questa specie di roulette russa). Ci ritroviamo tutti, incolumi, sulla terrazza del Refuge du Gouter (m 3800), dove i primi arrivati hanno già tentato di tovar posto per tutti: speranza vana, dato che la ricettività era già superata alle 10 di stamani.

Le comitive continuano ad arrivare fin dopo il tramonto: impossibile dormire nelle cuccette sovraffollate, stivate come scatole di sardine, così dopo cena mi ricavo un giaciglio di fortuna sui rotoli delle corde. Alle tre sveglia, colazione e partenza a turni forzati. Nella calca perdo contatto con gli altri miei compagni cosicché parto slegato (la mia corda l'ha il Ciuffi, mi dicono) dietro alle luci delle frontali che si dipanano lungo la cresta nevosa del Dome du Gouter (m 4305). Per fortuna, senza l'impaccio della corda procedo  spedito sorpassando ad una ad una le cordate che mi precedevano... Quando le prime strisce di rosso rigano l'orizzonte sono alla Capanna Vallot (m 4362), senza trovar traccia di altri lucchesi: mi risolvo perciò a proseguire slegato, visto che lungo cresta i crepacci sono poco frequenti. Il primo sole mi coglie mentre traverso la seconda Bosse (4547). Dalla Tourenette (m 4677) vedo la cresta terminale un po' troppo affilata per i miei gusti, così attendo i coniugi Giannini per unirmi alla loro cordata sul tratto finale.

Di lì a poco siamo in cima (m 4810, ma con probabile ribasso per assottigliamento della calotta glaciale), da cui riscendiamo quasi subito per cercare il resto dei nostri... Alla Vallot veniamo a sapere che Ciuffi e Pollastrini (con la mia corda!) sarebbero scesi per la più corta a Chamonix dal ghiacciaio dei Grands Mulets, ragion per cui parto di corsa nel tentativo (fallito) d'intercettarli: supero il grande e il piccolo Plateau, ma, nel perder quota, il manto nevoso si ritira lasciando scoperti sempre più frequenti crepacci.

Ricorro perciò nuovamente al cordata-stop, intruppandomi quasi subito con una comitiva di francesi che ricompenso con un giro di birre al Refuge des Grands Mulets (m 3051); una volta ripartiti, grazie alla perizia del capocordata superiamo rapidamente i labirinti di seracchi della Jonction e del Plan Glacier e mettiamo piede su roccia salda alla Pierre à l'Echelle; qui ci separamo poiché i francesi scendono a valle dal sentiero della Pierre Pontue che porta allo sbocco del tunnel, mentre ho appuntamento a Chamonix.

Attraversato senza problemi il Glacier des Pélerins (in realtà rock-glacier in regressione, tipo Calderone) raggiungo il tronco inferiore della funivia Entrèves-Chamonix, dove finalmente ritrovo gli altri lucchesi. Frattanto anche Sarteschi e Giannini sono ridiscesi a Les Houches, dove hanno ripreso le auto.

Traversata conclusa felicemente, all'insegna di "tutti insieme... separatamente"!!!

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
19.00Km
Distanza percorsa in salita: 
7.00Km
Distanza percorsa in pari: 
1.00Km
Distanza percorsa in discesa: 
11.00Km
Dislivello in salita: 
2430m
Dislivello in discesa: 
2600m
Quota di partenza: 
2372m
Quota di arrivo: 
2223m
Quota minima raggiunta: 
2200m
Quota massima raggiunta: 
4809m