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Week-end «austero» in Pania

Data effettuazione gita: 
12/01/1974
Località di partenza: 
Cappella ANA (m 1120)
Difficoltà: 
BSA

Primo week-end effettivo di austerità (transito veicolare vietato per 24 h nelle giornate di domenica).

Il sabato, visto l'innevamento limitato a quote superiori ai 1.000 m s.l.m., raggiungiamo tutti con le auto il Piglionico. Da lì, i più (i miei colleghi ex-allievi del corso d'alpinismo 1972-73), intraprendono la traversata dei Denti della Secca, mentre io con gli sci risalgo la marmifera del Pianellaccio, sin da subito innevata: neve poca e dura, ma confido nei miei sci da discesa da m 1,80, attrezzati con attacchi Su-Matic  (i primi attacchi automatici da sci-alpinismo, lontani predecessori dei Diamir) per venirne a capo. Sulla carrareccia la sottile crosta resta pellabile, ma nel Vallone della Luna e lungo il sentiero del Pastore l'uso dei ramponi diviene imperativo. Superata la Grottaiola, riprendo a salire con le pelli fino al rifugio Rossi, dove vedo i compagni ancora impegnati a metà dei Denti: rendez-vous rinviato. Proseguo quindi verso il Vallone dell'Inferno, passando il traverso sotto il Naso grazie alle lame Bilgheri (antenate dei rampanti). Nel primo pomeriggio, arrivo a scollettare alla palina e da lì raggiungo poi la croce sommitale. Dalla vetta sorgo i compagni, i quali sono ancora impegnati sull'intaglio sotto la cima della Secca. Sceso rapidamente, di ritorno al Rossi sono accolto dal sorgere della luna piena e vedo gli altri (che hanno le chiavi del rifugio) che stanno scendendo il paginone. Allestito col sacco-piuma un provvisorio bivacco nel gelido locale invernale, li aspetto finché non possiamo entrare tutti e prepararci una spaghettata.

L'alba della domenica mattina si presenta un po' velata da qualche sbuffo di nubi proveniente dal mare, ma nel complesso la giornata è ancora passabile. Non vedendo altre opzioni (sulla Secca la neve si è dimostrata troppo dura per ripeterne la discesa, fatta da me la prima volta giusto un anno prima), torno in Pania con gli altri, facendo la variante del Col della Lettera: in realtà prima ero dovuto tornare sui miei passi a cercare una delle lame che era uscita dal suo innesto a baionetta rimanendo infissa nella neve. Ormai la cappa di nubi si addensa, anticipando la perturbazione attesa in nottata, e la neve nel vallone ammolla quel tanto che basta per rendere la discesa un po' più agevole. Mezzanotte (e la possibilità di mettere in moto le auto) è ancora lontana, così restiamo al rifugio, traccheggiando, fino al far della sera. Volendo beneficiare di visibilità passabile per scendere il più possibile con gli sci, non posso aspettare oltre, cosicché raggiungo la mia gloriosa 500 blu all'imbrunire; per avvantaggiarmi, spingo a braccia l'auto fino al Colle del Piglionico (dove ha inizio il tratto di strada in discesa) e scendo in folle fino alle Rocchette, poi, ripreso il sacco-piuma e ribaltato il sedile, allestisco un nuovo bivacco fintantoché non possa si accendere il motore.

 

Profilo percorso: 
No Altitude
Statistiche
Distanza totale percorsa: 
12.00Km
Distanza percorsa in salita: 
6.00Km
Distanza percorsa in pari: 
0.50Km
Distanza percorsa in discesa: 
6.00Km
Dislivello in salita: 
700m
Dislivello in discesa: 
700m
Quota di partenza: 
1120m
Quota di arrivo: 
1120m
Quota minima raggiunta: 
1120m
Quota massima raggiunta: 
1859m