Si è svolta domenica 11 Gennaio, nella splendida cornice del Lago Baccio, l’annuale esercitazione di autosoccorso in valanga. La giornata, dedicata alla memoria del nostro socio Rossano Vanni, ha visto una partecipazione straordinaria che conferma l’importanza di questi momenti di formazione.
I Numeri della Giornata
- 42 partecipanti attivi.
- 4 campi valanga preparati dai tecnici.
- 2/3 zaini sepolti per ogni campo.
- 1 finto travolto (tuta da lavoro con caschetto) per la prova di seppellimento profondo.
- Rotazione costante: ogni partecipante ha effettuato da 2 a 3 simulazioni complete.
Analisi Tecnica: Cosa è andato bene
L’esercitazione ha messo in luce aspetti estremamente positivi, segno che la cultura della sicurezza sta crescendo all’interno delle nostre sezioni:
- Sensibilizzazione diffusa: È stata particolarmente significativa la partecipazione di un numeroso gruppo di escursionisti e alpinisti, molti dei quali provenienti dal nuovo gruppo ciaspole in fase di costituzione presso la Sezione di Lucca. Questo gruppo, che aveva già mosso i primi passi durante l’esercitazione ARTVA a secco effettuata a Vecchiano, si è messo alla prova per la prima volta su neve reale. La loro presenza è un segnale fondamentale: dimostra una crescente consapevolezza che la sicurezza e la conoscenza delle tecniche di autosoccorso sono un bagaglio indispensabile per tutti i frequentatori della montagna invernale, e non solo una prerogativa degli scialpinisti.
- Efficacia nella ricerca: I tempi di individuazione tramite ARTVA e sondaggio sono stati molto brevi in tutte le simulazioni. Questo risultato premia la costanza delle esercitazioni “a secco” che svolgiamo regolarmente durante l’anno.
Analisi Tecnica: Aspetti da migliorare
Dopo una pausa forzata dal 2022 a causa della scarsità di neve, la ripresa dell’attività pratica ha evidenziato alcune lacune su cui lavoreremo in futuro:
1. Gestione e Comunicazione (Il Direttore di Valanga)
Si è riscontrata una certa confusione nei ruoli. Il Direttore di Valanga deve coordinare e assegnare le mansioni senza “farsi assorbire” dalla ricerca primaria, mentre i soccorritori devono imparare a comunicare costantemente l’esito dei propri compiti al coordinatore.
2. La Fase di Scavo (Disseppellimento)
È stata la fase più critica, specialmente nei seppellimenti profondi:
- Tecnica di scavo: Spesso si è scavato sulla verticale della sonda invece di spostarsi a valle.
- Gestione del punto di ritrovamento: Una volta individuato il “corpo”, la foga ha prevalso sulla tecnica, portando a calpestare l’area del sepolto (causando, nel caso del finto travolto, la rottura del caschetto e il danneggiamento della tuta).
Conclusioni e Prossimi Passi
In generale, è emersa la necessità di rendere più fluide le procedure di gruppo. Per questo motivo, la prossima esercitazione sarà preceduta da un incontro formativo via web per definire chiaramente ruoli e protocolli prima di scendere in campo.
💬 Partecipa al dibattito
Vogliamo sentire la tua voce! Per osservazioni, critiche costruttive o riflessioni sull’esperienza, abbiamo creato una chat dedicata.
Si ringraziano tutti i partecipanti e i preparatori dei campi per l’impegno e lo spirito di collaborazione.
